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2 maggio 1945: scoppia la pace

Interessante convegno sulla resa delle armate tedesche sottoscritta a Caserta il 29 aprile 1945 

Splendidamente organizzato dall’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia, Coordinamento Regione Campania, diretto dal generale di Brigata (c.a.) Ippolito Gassirà, si è tenuto presso la Caserma ‟Ferrari Orsiˮ di Caserta un interessante convegno sulla resa incondizionata delle armate tedesche in Italia.

Con l’occasione è stato presentato il volume che riporta gli atti del  precedente convegno, svoltosi a Caserta lo scorso anno: «2 maggio 1945 un’alba di pace».

Un volume destinato a fungere da prezioso strumento di studio soprattutto per le giovani generazioni, in un momento in cui quella pace che sembrava una conquista definitiva e irreversibile torna a essere compromessa da chi, pervicacemente, vuole spostare all’indietro le lancette dell’orologio.

Numerose le scolaresche presenti all’evento, a riprova che tanti giovani non si perdono nei vacui riti delle contestazioni violente, che nulla hanno a che vedere con le legittime denunce delle mille carenze che penalizzano la formazione nel nostro paese, in qualsiasi ambito e a qualsiasi livello.

Gli onori di casa sono stati assolti dal generale Valentino De Simone, vicecomandante della Brigata ‟Garibaldiˮ, che ha tenuto a sottolineare quanto la Brigata non abbia mai mancato di  collaborare con le scuole e con le associazioni per promuovere attività culturali di rilievo, non solo di carattere storico.

Il generale Gassirà ha relazionato sull’excursus che ha portato alla stesura del prezioso volume, nel quale sono riportati anche i risultati di due concorsi a premi riservati agli studenti:

1) Realizzazione di un bozzetto per l’annullo filatelico ispirato alla Reggia di Caserta; alla penna stilografica (simbolo di firma); al foglio di carta scritto (simbolo del documento firmato); le cinque stelle (gli ufficiali in congedo dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica, dell’Arma dei Carabinieri, del Corpo della Guardia di Finanza).

2) Stesura di un elaborato storico ispirato agli eventi bellici del Secondo conflitto mondiale.

Particolarmente importante è risultata la sua proposta per rendere il 2 maggio una giornata ufficiale che sancisca la fine della Seconda guerra mondiale in Italia.

Una proposta di altissima valenza simbolica e culturale perché potrebbe rappresentare un punto di svolta sul quale nessuno avrebbe da ridire, rappresentando quella data un esclusivo momento di ‟paceˮ e nulla più.

E sulla volontà di considerare la pace un  principio primario della coesistenza tra i popoli non possono sorgere né contrasti né divisioni.

«La guerra – dice Gassirà – non si è conclusa il 25 aprile. Va ricordato, infatti, che le unità del ricostituito esercito italiano, i Gruppi di combattimento alle dipendenze delle unità alleate della 5a Armata statunitense comandata dal generale Mark W. Clark e dall’8a Armata britannica, comandata dal generale Richard McCreery, erano ancora in linea contro le forze tedesche, pronte a combattere fino all’entrata in vigore ufficiale della resa, fissata alle ore 12,00  GMT (ore 14,00 in Italia, dal momento che anche allora vigeva l’ora legale N.d.R.).

Il 2 maggio, quindi, deve rappresentare un ulteriore e fondamentale elemento del patrimonio spirituale del popolo italiano. Un patrimonio da custodire e tramandare di generazione in generazione».

Il professore Giuseppe Pardini, docente di storia contemporanea presso l’Università Luigi Vanvitelli, ha ricordato con disarmante chiarezza d’intenti che se da un lato bisogna fare di tutto per impedire  il ripetersi dei passati orrori, dall’altro occorre essere ‟preparati” qualora terribili e folli circostanze imponessero di difendere la libertà, armi in pugno.

Con una brillante sintesi ha poi ricordato i fatti salienti che portarono alla famosa resa sottoscritta il 29 aprile, considerata il punto di partenza per il recupero  di un’armonia nazionale che, ahinoi, stenta ancora ad affermarsi. Tocca ai giovani, pertanto, creare i migliori presupposti per voltare pagina e costruire un futuro nel quale le cupe ombre del passato non tornino a oscurare gli orizzonti della pace.

                                                                                               Lino Lavorgna

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